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FILM: "ARRIVAL"

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FILM: "ARRIVAL"  " Arrival" è un film di fantascienza che parla di quando degli alieni arrivano sulla Terra. Non sono cattivi o violenti, ma nessuno capisce cosa vogliono. Una linguista, cioè una esperta di lingue, che si chiama Louise, viene chiamata per provare a comunicare con loro. Gli alieni non parlano come noi: usano strani simboli circolari. Louise lavora con un team per decifrare il loro linguaggio e, piano piano, comincia a capire che non solo stanno cercando di comunicare, ma che il loro modo di pensare e vedere il tempo è completamente diverso dal nostro. Per loro il tempo non va in avanti: vedono tutto il passato, il presente e il futuro insieme. Alla fine, Louise capisce che imparare la loro lingua cambia anche il modo in cui lei percepisce il tempo. Questo la aiuta a prendere decisioni importanti nella sua vita, anche se sa che alcune cose saranno dolorose. Il film fa pensare molto, è emozionante e diverso dai soliti film sugli alieni perché parla più...

L'INTELLIGENZA

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  L'INTELLIGENZA CHE COS’È L’INTELLIGENZA L’intelligenza è un insieme complesso di capacità mentali che permettono di comprendere, spiegare, giudicare, comunicare e adattarsi all’ambiente. Secondo la Treccani, essa è legata alla capacità di “leggere dentro” (intus legere). Nel tempo si è cercato di misurarla attraverso test d’intelligenza, che valutano prestazioni specifiche come memoria, logica e linguaggio. Tuttavia, questi test sono criticati perché non misurano tutte le forme di intelligenza (es. artistiche) e possono portare a discriminazioni. IL Q.I. (Quoziente Intellettivo) All’inizio del ‘900, Alfred Binet ideò un test per individuare bambini in difficoltà scolastica. Insieme a Théodore Simon, creò la scala Binet-Simon, che confrontava l’età cronologica con quella mentale. Successivamente, Lewis Terman sviluppò la scala Stanford-Binet e introdusse il calcolo del Q.I.:   Un punteggio di 100 indica una prestazione nella media. Un Q.I. maggiore o minore segnala rispettiva...

LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

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                       LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE 1. IL LINGUAGGIO VERBALE L’uomo è l’unico essere vivente a comunicare attraverso il linguaggio e ad aver elaborato un sistema di comunicazione astratto (l’alfabeto), che utilizza dei simboli, chiamati significanti, che rimandano a dei concetti, i significati. Il rapporto tra di essi è arbitrario, cioè convenzionale. La disciplina che si occupa dello studio del linguaggio è la linguistica. Dal punto di vista strutturale, il linguaggio è organizzato in: foni (emissioni di suoni linguistici), fonemi (unità sonore minime), morfemi (unità minime dotate di significato); parole, il cui insieme forma il lessico; frasi, testi e discorsi. Nella comprensione del linguaggio verbale il contesto extralinguistico, cioè l’insieme delle situazioni che sono in rapporto con la conversazione, riveste un ruolo fondamentale. Il modello degli atti linguistici di Austin prevede che ogni frase sia un at...

LE SCOPERTE DI FREUD

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  LE SCOPERTE DI FREUD Secondo Freud, spesso dimentichiamo alcune cose non perché non riusciamo a recuperarle, ma perché la nostra mente le rimuove volontariamente. Questo avviene quando certi ricordi sono dolorosi o imbarazzanti e vengono confinati nell’inconscio, che Freud paragona a una prigione o a una fortezza. Tuttavia, questi ricordi non scompaiono del tutto: possono riaffiorare sotto forma di sogni o lapsus, oppure tornare in modo alterato rispetto alla loro forma originale. La mente oppone resistenza al loro recupero, ma alcune tracce possono emergere, sebbene trasformate. In sintesi, Freud sostiene che la dimenticanza non è sempre casuale, ma spesso legata a un meccanismo psicologico di difesa che protegge la nostra coscienza da esperienze spiacevoli.

GLI ESPERIMENTI DI EBBINGHAUS

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  GLI ESPERIMENTI DI EBBINGHAUS Gli esperimenti di Ebbinghaus sono metodi sperimentali che aiutano a memorizzare la stessa cosa due volte in diverse sedute così la volta dopo è più facile. Poi fu scoperta la curvo dell'oblio che è un andamento naturale della memoria dei dati appresi in un determinato momento che diminuisce col p assare delle ore.

L'OBLIO

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  L'OBLIO L'oblio è l'incapacità totale o parziale di ricordare ciò che si è appreso. La caratteristica principale dell'oblio è il fatto di essere un fenomeno duraturo.  L'oblio è necessario per il funzionamento della mente umana, che svolge la funzione fondamentale di non farci ricordare, soddisfacendo un principio di economia mentale. L'oblio svolge una funzione naturale e positiva facendo spazio a nuove aquisizioni. TEORIE DELL'OBLIO - TEORIA DEL DECADIMENTO:  per la quale gli eventi accaduti molto tempo fa sono difficili da ricordare -  TEORIA DELL'INTERFERENZA: secondo la quale l'oblio non è legato al trascorrere del tempo ma esercitata da altre informazioni o eventi tra la registrazione e il recupero dell'informazione Questa teoria individua due tipi di interferenza: *Interferenza proattiva= quando ricordi già esistenti interferiscono con quelli più recenti *Interferenza retroattiva=  quando ricordi recenti interferiscono con quelli passati

IL DEJA VU

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  IL DEJA VU Il 90% delle informazioni con cui entriamo in contatto non vengono immagazzinate nel nostro cervello, ma registrate dalla memoria sensoriale. Il Deja Vu (=già visto) è un fenomeno psichico che consiste nella sensazione erronea di aver già vissuto un momento o aver già visto un'immagine, cosa che fa esprimere un forte senso di familiarità. Degli studi dimostrano che sono le emozioni a essere già vissute. Il deja vu coincide con la reinvocazione emotiva, cioè qualcosa già vissuto in precedenza senza averlo immagazzinato nella memoria.